Avete letto il commento di Ernesto a “La legge dei fratelli De Maistre”? Sì? Bene! In questo caso potrete facilmente comprendere perche’ io abbia usato oggi la pausa mensa per raggiungere la biblioteca di Scienze Letterarie, a Torino, in via Bava, e quivi prendere in prestito un libretto di Cioran, intitolato “Esercizi di ammirazione“.
Il primo dei saggi che compongono l’opera è dedicato a Joseph De Maistre e così comincia:
“Fra i pensatori che come Nietzsche e san Paolo, ebbero il gusto e il genio della provocazione, un posto non trascurabile spetta a Joseph de Maistre. Elevando il minimo problema al rango del paradosso e alla dignità dello scandalo, impiegando l’anatema con una crudeltà mista a fervore, doveva creare un’opera in cui abbondano le enormità, un sistema che non cessa di sedurci e esasperarci. L’intensità e l’eloquenza dei suoi livori, la passione che ha dispiegato al servizio di cause indifendibili, l’accanimento nel legittimare più di un’ingiustizia, la predilezione per la formula micidiale fanno di lui quello spirito oltranzista che, disdegnando di persuadere l’avversario, lo schiaccia di colpo con l’aggettivo. Le sue convinzioni hanno un’apparenza di grande fermezza: alle sollecitazioni dello scetticismo seppe rispondere con l’arroganza delle sue prevenzioni, con la veemenza dogmatica dei suoi disprezzi.” (Esercizi di ammirazione. Cioran. Adelphi 1988, p.13)
Ma questo non è il fratello di Xavier, questo è il gemello di Giuliano.
Ferrara.
(E, se non è scemo, è manifestamente stronzo)
(c) Franco Bungaro
