I nipoti di Frédéric

30 09 2007

Il commento di Giovanni al post di ieri, mi invita a completare il resoconto su Mery e mi suggerisce qualche nuova ipotesi. Dunque guardando la genealogia di Mery risulta evidente che SOLO grazie a Frederic i Rimbaud di Roche e Charleville hanno una discendenza. Il cognome si perde con Leon, il marinaio, che muore a Dakar nel 1914, ma non la genìa.
Marie Emilie (1885-1977, come si evince sul sito segnalato da Giovanni) ha sposato  Edmond Teissier e, prima che il povero Edmond venisse inghiottito dalla battaglia di Verdun) ne ha avuto quattro figli:  Serge (1909-1920) , Pierre, Raymond e Paulette. Da Pierre (sul sito una splendida foto giovanile con coppola e varie decorazioni sul vestito della festa, in quale occasione ce lo dirà qualcuno) discenderanno dei probabili eredi di Frederic Rimbaud viventi:
Jacqueline (1945-), Claudine (1946-), Genevieve (1950-) Serge (1952-), tutti nati a Bagneres de Bigorre, nei Pirenei.
Anche Raymond ha prole: Alain (Attigny 1946-) e Dominique (Amagne 1948-) chesi trasferisce a Reims dopo il matrimonio nel 1970.
Anche Blanche-Nelly (1889-1970) si è sposata, con Charles Lecourt ma non sembra che la sua discendenza sia arrivata fino a noi. Blanche e Marie (insieme compongono il nome della contadina che si era congiunta in qualche andito con Frederic nel 1885) sono ritratte sul sito www.rimbaud-arthur.fr. ormai anziane e vestite a festa a Roche presumibilmente negli anni sessanta.
Ancora due note. Emozionato avevo chiesto il permesso di fotografare l’albero genealogico alla signora che custodiva Mery. Voleva sapere perché e le parlai del libro e del mio interesse per il Rimbaud carrettiere invece che per il poeta. Anche lei – rispose – da quarant’anni voleva scrivere un libro sulla famiglia. aveva conosciuto uno di loro direttamente (forse Raymond Teissier). Ma quando le ho chiesto dove fosse sepolto Frederic, sussurrò “Personne il sait!” e quando azzardai a sondare le cause della morte disse, guardando verso un punto lontano all’orizzonte “Ha smesso di respirare”. Infine le ho chiesto se fossero rimasti dei parenti nella zona. “Personne, personne”.
Non so se le si debba credere fino in fondo. A parte Pierre Teissier che se andò per qualche motivo a Bagneres de Bigorre, gli altri non si sono spostati di molto. Marie Emilie è morta a Vouzieres, il capoluogo e anche Reims non è così remota dalla Champagne Ardenne. Frederic deve essere morto da quelle parti, forse ad Attigny e con un po’ di buona volontà le sue tracce devono ancora essere visibili.

Infine. Sul sito citato è ritratta una mappa catastale di Roche e del podere Cuif Rimbaud. E’ con ulteriore emozione che credo di aver individuato con sicurezza il luogo in cui vivono gli anziani francesi di cui al post Rimbaud (3) : casa Rimbaud, con annesso granaio de al “Saison en enfer”

A  bientot.

 

 





Rimbaud (4)

24 09 2007

Questa è Mery: una cappella sconsacrata in mezzo alla campagna, dove madame Vitalie Cuif in Rimbaud portava i figli, e dove i figli maturavano la loro ribellione. Il più ribelle sembrava Arthur, ma forse l’unico che davvero sfuggì al controllo del dio della signora Vitalie fu Frederic (vedi il blog di Ernesto).

Mery

 

 

Questo è il retro (Mery curiosamente volge le spalle alle poche case che la circondano e forse questa disposizione non è priva di significato) e, ancora, non potevo immaginare quel che ci avrei trovato dentro.
Di mio avrei indugiato ancora un poco, magari cercando nel bosco (o nel curioso monumento che ne adornava il sagrato, se era un sagrato, quello) un segno che esorcizzasse il timore di non trovare quel che cercavo.
Capitemi: era domenica, i cimiteri e i bar erano chiusi e i miei compagni di viaggio non avevano molta voglia di restare fio all’indomani sulla route Rimbaud Verlaine. Ed io volevo, assolutamente volevo trovare la data di morte del fratello maggiore di Arthur Rimbaud, poeta, trafficante ed esploratore.
Ma la presenza della mia compagna (i ragazzi erano rimasti IN CAMPER!) mi induceva a sbrigarmi simulando una certa indifferenza, come quando cercavo di fingere indifferenza per i mondiali di calcio o le gare di moto.
Ero pronto alla delusione quando entrai. La cappella era piccola: uno stanzone a pianta arrotondata. Sulla destra rispetto all’ingresso una signora di una certa età chiacchierava fitto fitto con un coetaneo. Mi bastò un’occhiata. C’erano quattro cose in croce. qualche foto, qualche reperto coevo, qualche testo e – subito sulla sinistra una mappa scritta, un atlante, un ALBERO GENEALOGICO.
Subito lo guardai disincantato e non mi resi conto di quel che stavo leggendo.

Dopo un attimo sapevo TUTTO su Frederyck Rimbaud, TUTTO fino alle generazioni contemporanee. La mano corse alla macchina fotografica, il cuore mancò un colpo.

Domani, domani