Il lebbroso della città di Aosta

18 02 2008

Xavier de Maistre, prepotentemente entrato nella galleria dei fratelli come (presunto) fratello scemo di Joseph aveva scritto, oltre al Viaggio intorno alla mia stanza, anche un libricino intitolato “Le lepreux de la cité d’aoste”. Un piccolo saggio di quel racconto lo trovate qui. E’ il dialogo tra un militare e un lebbroso rinchiuso in una torre dalla quale vede le alpi. Il ricordo più dolce del lebbroso è quello di una sorella più giovane.
La torre esiste ancora (eccola qui) ed il lebbroso ci fu rinchiuso davvero negli anni di de Maistre, che – con tutta probabilità – impersona il militare della novella. Se andate a visitarla potrete rifocillarvi nella vicina pizzeria della Torre del Lebbroso, in via Torre del Lebbroso.

Franco Bungaro





La legge dei fratelli de Maistre

8 02 2008

Dice Antonio… “e i fratelli De Maistre? Mio fratello, citando ad esempio i fratelli De Maistre (e chi sa a chi altro pensa nella sua zucca), mi ripete sempre che, quando ci sono due fratelli, uno dei due è scemo. Chiamiamola legge dei fratelli De Maistre.”
Vado a vedermi le biografie dei due per rinfrescarmi la memoria e mi chiedo: qual è quello furbo?
Joseph De Maistre, antiilluminista, papista, ultraconservatore, fu turbato in particolare dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo (pensa te). Lo sento un po’ troppo vicino per i miei gusti: savoiardo, si era laureato all’Università di Torino (dove lavoro) in giurisprudenza (della cui biblioteca sono stato direttore).
Il fratello Xavier, militare di carriera, deve la sua fama all’essere fratello di suo fratello e a un buffo libricino scritto ad Aosta mentre era consegnato nella sua piccola camera di ufficiale di guarnigione. “Viaggio intorno alla mia stanza” resta, a distanza di due secoli, una sorta di classico (nel suo piccolo). Quando la Savoia finì nelle mani dei rivoluzionari francesi il nostro pensò bene di andare a combattere per lo zar.
Questo è quanto.
A me sembrano un po’ pirla tutt e due.
Ma – posto che la legge dei fratelli de Maistre viga – voi chi vi sentite?
A bien tot