Visto “Sogni e delitti” (tit. orig.”Cassandra’s dream) di Woody Allen. Deludente ultima (e conclusiva?) parte della trilogia sul male iniziata nel 1989 con l’eccellente “Crimini e misfatti” (tit. orig. “Crimes and Misdemeanors”) e proseguita in tempi più recenti con l’emotivo e sorprendente “Match Point” (2005).
Il tema dei tre lavori è sempre lo stesso: vale a dire che è possibile fare il male e non pagare pegno né in questa né in un’altra vita.
Anzi resistendo ai fantasmi del senso di colpa – e badando a non commettere errori macroscopici nell’eseguire il delitto – si può non solo sopravvivere, ma prosperare (come dice Judah Rosenthal, il pasciuto dentista di “Crimini e misfatti”). Non c’e’ nessun occhio di Dio a sorvegliarci e la giustizia umana è largamente imperfetta. L’uomo (dunque) è solo di fronte all’allettante opportunità di risolvere con un singolo gesto (semplice fino alla banalità e perciò ancora più atroce) i propri problemi.
Il senso di gelo di questa solitudine – che in Match point e in quest’ultimo lavoro è ben reso dall’ambientazione londinese, dalla scelta delle luci e dalla tradizionale pulizia quasi epica dei dialoghi – da che cosa è riempito?
Dalla famiglia, dice zio Howard, il committente del delitto al centro del film che ho visto ieri al Pathé Lingotto.
E la famiglia del Woody Allen che si interroga sul male è fatta di fratelli.
A chi si affida Judah Rosenthal per liberarsi dell’amante che vuol spifferare tutto alla moglie? A suo fratello mafioso. Non si avvicinerebbe mai a un mafioso, Judah, ma a suo fratello, sì. Chi inguaia il protagonista di Match Point? La coppia di fratello e sorella che consentono al protagonista di effettuare in un attimo una vertiginosa ascesa sociale. Amico di lui, fidanzato di lei rischia di vedere finire tutto in fumo per la stolta e perversa ingenuità dell’ex fidanzata del primo.
A chi si rivolgono per realizzare i loro sogni i due fratelli protagonisti di “Sogni e delitti”? Allo zio Howard, il ricco fratello della madre, onnipotente protagonista delle quotidiane chiacchiere a tavola. E commesso il delitto insieme, i due fratelli finiranno per essere uno la nemesi dell’altro.
Film meno bello, ho detto, ma verificate comunque di persona il perché.
Di mio rifletto su quanti fratelli volteggiano in circolo sopra il buco nero del male.
Franco Bungaro
