Padova, ancora (2)

24 09 2007

In questi giorni avventurati scrivere post quotidiani è impresa ardua, ma non impossibile per i puri di cuori (quorum ego).
Prima di tornare a Frederyck (il prossimo post), un pensiero all’hotel che ci ha ospitato. Bellissimo, altissimo, pieno di messaggi subliminali e di messaggi espliciti. Fuori dall’albergo una scrittona enorme graffita sulla vetrata d’ingresso pretendeva di essere invitante (diceva qualcosa come: permettici di occuparti di te..) e risultava inquietante. Dentro ti rifilavano una scheda magnetica e ti spedivano, per es., all’11 piano.

Davanti alla porta nessuna indicazione. Sulla sinistra un interruttore con tre led. Che fare? Telefonare a chi era già arrivato. Spiegazione: sventolare la tessera davanti all’interruttore: la porta si aprirà.

Falso, la porta non si apre. Mi sento un pirla. L’unica fortuna è che nessun passo felpato si sente nel corridoio. Sventolo a lunga. Cambio direzione (bottom up, top down. left right). Niente.

Ma non c’e’ niente da fare: devo scendere.

Presento il cartoncino con la scheda.

Il concierge la prova.

Sì funziona.

Ma COMUNQUE me ne da un’altra (cioè mi dall’idiota).

Risalgo.

Eccomi di nuovo a sventolare all’11mo piano. Dentro prima ancora di ostendere la tessera di fronte all’ottusità postmoderna dei led si fa strada la certezza che NON funzionerà.

E NON funziona.

Ridiscendo. Guardo il cartoncino. Altra frase studiata dal comunicatore della catena alberghiera: “Attenzione i servizi di questo albergo sono talmente fighi che danno dipendenza”. Mah.

Riecco il concierge. Impallidisce. La faccio accompagnare. Sono al badante!

Il badante parla con accento spagnolo. Mi accompagna e vuole a tutti i costi prenderla mia valigia. La prima volta resisto, ma la seconda mi prende alla sprovvista: è sua.

Sbandiera la tessera. la risbandiera, La trisbandiera. Prende un passepartout. Si sente un click infinitesimale e tra il battente e la porta si apre un spiraglio di due millimetri. Sono dentro. Ma il mio chaperon dovrà tornare: occorre infilare qualcosa dentro una certa fessura affinché “ci sia il consenso per ottenere l’elettricità”. Ancora qualche minuto, poi la tessera nuova, poi il CONSENSO.

L’indomani a colazione troverò sul tavolo un messaggio (sempre il copy dell’agenzia che ha avuto tutte quelle idee per promuovere l’hotel): “Suggerimento del giorno: sorridi al tuo vicino”

Il mio vicino è concentrato sulle uova strapazzate e visibilmente non desidera approcci.

Bisognerà fare delle riflessioni su tutto questo.


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2 risposte

26 09 2007
Renato

Hai dato la mancia a quello che ti portava la valigia o hai fatto la solita figuraccia?

26 09 2007
fbungaro

Guarda, ci ho pensato. 11 lunghi piani con questo cortese signore di lingua spagnola che brancicava la mia borsa.
Tra l’altro mia figlia per andarsene al suo erasmus a Aix en Provence ha sequestrato tutte le valigie migliori, in particolare i trolley che mi danno un’aria così distinta quando viaggio.
Insomma ci ho pensato.
Poi ho fatto la solita figuraccia. :-)

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