Autunni

10 10 2008

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

La morte

si sconta

vivendo.





Playmaker

10 10 2008

Mi dicono che Silvana è morta. D’improvviso. Malattia rapidissima, impossibile ogni resistenza.
Ricordo la palestra della Colletta e lo stile ironico con il quale portava lentamente palla in attacco.
Ricordo un fallo commesso assieme lei in campo ed io in panchina per il quale fummo aspramente rimproverati da arbitri e avversaria.

Ma vincemmo di uno contro una squadra più forte. La prima vittoria vera di quella squadretta. L’anno dopo vincemmo il campionato.

Il tempo si è ripreso un altro pezzo.





EN PLEIN AIR: Lei non sa chi è mio fratello! domenica 11 a Torino via San Paolo ang. via Caraglio

8 05 2008

Domenica 11 maggio 2008

GRANDE LIBRERIA A CIELO APERTO

VI padiglione della Fiera del Libro

Isola pedonale davanti al supermercato Bennet incontro con gli autori di “Lei non sa chi è mio fratello!” dalle 15 alle 19 en plein air!





Cominciamo bene!

26 03 2008

Domani giovedi’ 27 marzo 2008 Lei non sa chi è mio fratello! Sbarca in televisione. Non io, ma Vincenzo sarà ospite di “Cominciamo bene!”, trasmissione del mattino di Rai 3, che inizia alle 10.00. Il nostro pezzettino dovrebbe essere intorno alle 10.40. Chissà se si troverà il modo di citare Fabio Frizzi , fratello maggiore di Fabrizio e presentatore della trasmissione.
A presto





Pane e rose

8 03 2008

mamma_e_zia_Cristina

Valfenera d’Asti primavera 1930. Prima comunione per le bambine del 1923. C’e’ Antonietta (la quarta in basso da destra, quella con l’aria trucibalda) e Cristina (la sua migliore amica, la seconda da destra sorpresa dal fotografo a bocca aperta). Davanti a loro la piazza Roma certo stracolma di parenti e conoscenti (tutto il paese, credo) alle loro spalle la chiesa di Giovanni Battista. E una piccola intrusa, là sulla destra, che il fotografo non è riuscito a escludere del tutto.
Matilde, la sorella di Cristina.
Mia madre, mia zia.

—-

Venti giorni fa Cristina è caduta pesantemente mentre era in bagno. Un collasso improvviso e definitivo. Quell’insieme di funzioni che chiamiamo organismo non è più stato in grado di organizzare Cristina, di tenerla in vita. Succede.
E’ rimasto mio zio. Poco in sé, ma allegro, a volte ilare. Lo mantiene in vita l’attesa che il competente ufficio gli riconosca la medaglia di partigiano combattente. Fu combattendo al Marmau, una frazione di Valfenera vicina alla più grande Villata, nella squadra comandata dal fidanzato di Antonietta che conobbe Cristina. Destini incrociati. Il suo capo gli salvò la pelle quando uno dei suoi compagni tolse maldestramente la sicura a una bomba a mano. Sembra sia entrato come una furia nel capanno, abbia afferrato l’ordigno e sia uscito sull’aia.
Ma non aveva calcolato bene i tempi o forse si era trovato impacciato da tutte le maledette cose sudicie che affollavano le aie nel 1944.Così non la lanciò abbastanza in fretta né abbastanza lontano. Da bambino ricordo il rigido guanto nero che spuntava dalla manica destra della sua giacca. Mi impressionava un poco. Lui però aveva un’aria risoluta, e mi piaceva.
Anche lui non c’e’ più da parecchio tempo.
Spero che l’ufficio competente faccia lo sforzo di inviare la medaglia al partigiano combattente (il risparmio determinato da ulteriori indugi sarebbe minimo e si tenga conto che lo zio per quanto un po’ rincoglionito fa ancora tutti i giorni dieci chilometri a piedi).

Mia zia riposa in un loculo sotterraneo, nel cimitero di una frazione di Cuneo. Il giorno del funerale lì sotto eravamo intorno allo zero, ma, grazie all’umidità relativa, la temperatura percepita era assai più bassa.

Mi piacerebbe chiudere con la frase che usava Gianni Brera: “Ti sia lieve la terra”.
Ma di terra intorno alla sua bara non ce n’e’ nemmeno una manciata.





O meraviglioso nuovo mondo!

8 03 2008

Riepilogo.
Un Buongiorno! di Gramellini ha generato un’associazione (libera e pericolosa) con il “Mondo Nuovo” di Huxley, il che ha indotto Ernesto a riconsiderare la parabola dello scrittore delle porte della percezione in termini di autentica utopia positiva invece che nel suo contrario e portato Vincenzillo a riflettere (in termini non pessimistici) sulle difficoltà della bellezza a farsi strada anche se “…certo oggi è un momentaccio per i sentimenti, le virtù, i valori alternativi al disvalore del brutto, alla disperazione, alla volgarità, al cinismo”.
Potrei fermarmi qui, senonché leggo solo oggi un post di Paolo vecchio di due mesi.
Il doping farmacologico non è una novità. Quando dovevo fare la maturità avevo accarezzato l’idea di spararmi un po’ di simpamina nelle quarantott’ore precedenti all’esame e fui fermato solo dalla prudenza del papà farmacista di una mia compagna.
E’ nuova però, almeno per me, l’associazione che Paolo fa tra uso sociale di farmaci “enhancer” (che non curano, ma migliorano, come ad esempio il GH nello sport o VIAGRA nella sessualità) e l’utilizzo di strumenti di rete per fini diversi da quelli per cui erano nati originariamente. Potete vedere direttamente a che conclusioni sia arrivato.
A me suggerisce che la società contemporanea non assomigli poi troppo a quella (spaventevole o augurabile che sia) di Brave New World.
Per quanto vi siano aspetti comuni – la tendenza a separare la sessualità procreativa da quella ricreativa, l’estensione della serialità, la replica di modelli identici su scala planetaria, la consapevole valorizzazione di comportamenti infantili – ciò che vi domina è una feroce competizione, che non conosce soste né rallentamenti. Niente concessioni al collettivo, grande pressione sull’individuo. Nessuno sembra in grado di bastarsi, e della grande corsa non si vede il traguardo. Il nostro dio non è Ford, ma Narciso, la nostra droga non il soma, ma la cocaina.

Che abbia ragione Ernesto?





La bellezza nel mondo dei fratelli Bokanovskij

23 02 2008

Bella da svenire, il Buongiorno di Gramellini uscito oggi su La Stampa, immagina che la notizia di una donna colpita dalla sindrome di Stendhal di fronte a una statua del Canova, colpisca l’opinione pubblica a tal punto da rimettere al centro di un mondo popolato di veline, centravanti, spazzatura e comunicazione elettorale, qualcosa che sembrava essere scomparso: la bellezza.
Mi colpisce e mi chiedo: come si percepisce oggi il bisogno di bellezza? A rispondermi è la voce di Mustafà Mond, governatore del pianeta in Brave new world” (Aldous Huxley, 1932) che, interrogato dallo scrittore Helmholtz Watson su che fine avesse fatto dio, affermava: “In questo mondo dio si manifesta come assenza”.
Che mondo era, quello? Il mondo dei gemelli Bokanovskij, gruppi di decine e decine di individui identici, prodotti in laboratorio e condizionati fin dalla culla a desiderare esattamente il ruolo che avrebbero svolto nella società. Un mondo in cui l’erotismo era regressivo e l’unica poesia possibile era lo slogan pubblicitario. E si sopravviveva grazie all’uso massiccio di una sostanza psicotropa: il soma. Non traggo conclusioni: questa in fondo non è che una associazione libera, un esercizio freudiano in cui la bellezza ignorata di Gramellini ha evocato il mondo di Huxley, e dal mondo di Huxley sono emersi i fratelli Bokanovskij.
Ma una sintesi la tento: la bellezza, nel mondo dei fratelli Bokanovskiy, si esprime come assenza.

 





A Trofarello il 19 marzo

20 02 2008

 

Un incontro con i lettori di “Lei non sa chi è mio fratello!” è previsto a TROFARELLO!!!!

il prossimo 19 marzo 2008
alle ore 18.00
presso il Centro Marzanati
(Sala Nimbo)
in via C. Battisti, 25
Trofarello (Torino)

Franco Bungaro





Il lebbroso della città di Aosta

18 02 2008

Xavier de Maistre, prepotentemente entrato nella galleria dei fratelli come (presunto) fratello scemo di Joseph aveva scritto, oltre al Viaggio intorno alla mia stanza, anche un libricino intitolato “Le lepreux de la cité d’aoste”. Un piccolo saggio di quel racconto lo trovate qui. E’ il dialogo tra un militare e un lebbroso rinchiuso in una torre dalla quale vede le alpi. Il ricordo più dolce del lebbroso è quello di una sorella più giovane.
La torre esiste ancora (eccola qui) ed il lebbroso ci fu rinchiuso davvero negli anni di de Maistre, che – con tutta probabilità – impersona il militare della novella. Se andate a visitarla potrete rifocillarvi nella vicina pizzeria della Torre del Lebbroso, in via Torre del Lebbroso.

Franco Bungaro





Giuliano, il gemello di Joseph de Maistre

14 02 2008

Avete letto il commento di Ernesto a “La legge dei fratelli De Maistre”? Sì? Bene! In questo caso potrete facilmente comprendere perche’ io abbia usato oggi la pausa mensa per raggiungere la biblioteca di Scienze Letterarie, a Torino, in via Bava, e quivi prendere in prestito un libretto di Cioran, intitolato “Esercizi di ammirazione“.
Il primo dei saggi che compongono l’opera è dedicato a Joseph De Maistre e così comincia:

“Fra i pensatori che come Nietzsche e san Paolo, ebbero il gusto e il genio della provocazione, un posto non trascurabile spetta a Joseph de Maistre. Elevando il minimo problema al rango del paradosso e alla dignità dello scandalo, impiegando l’anatema con una crudeltà mista a fervore, doveva creare un’opera in cui abbondano le enormità, un sistema che non cessa di sedurci e esasperarci. L’intensità e l’eloquenza dei suoi livori, la passione che ha dispiegato al servizio di cause indifendibili, l’accanimento nel legittimare più di un’ingiustizia, la predilezione per la formula micidiale fanno di lui quello spirito oltranzista che, disdegnando di persuadere l’avversario, lo schiaccia di colpo con l’aggettivo. Le sue convinzioni hanno un’apparenza di grande fermezza: alle sollecitazioni dello scetticismo seppe rispondere con l’arroganza delle sue prevenzioni, con la veemenza dogmatica dei suoi disprezzi.” (Esercizi di ammirazione. Cioran. Adelphi 1988, p.13)

Ma questo non è il fratello di Xavier, questo è il gemello di Giuliano.

Ferrara.

(E, se non è scemo, è manifestamente stronzo)

(c) Franco Bungaro